Trastevere, tra tradizione e modernità

Facile perdersi tra le meraviglie di Trastevere sprofondando in una dimensione altra. Le sue strade, i suoi scorci, i sanpietrini e le caratteristiche viuzze medioevali ne fanno uno dei quartieri più amati di Roma, uno dei pochi ad aver mantenuto una propria identità locale facendone il proprio tratto distintivo.
ll nome deriva dal latino trans Tiberim, ‘al di là del Tevere’, fu infatti  la prima area abitata in epoca augustea sulla riva occidentale del Tevere e a sud della Città del Vaticano.
La regio transtiberina era la quattordicesima ma si trovava fuori dalle mura vere e proprie della città, almeno fino all’imperatore Aureliano (270-275 d.C) che le fece estendere per includere anche Trastevere, insieme al monte Vaticano. Nel Medioevo aveva vie strette, tortuose e irregolari, morfologia che il borgo mantiene ancora oggi: un labirinto di vicoletti fuori dal tempo che attraggono ogni anno migliaia di turisti, un angolo di paradiso per i romani in fuga dal caos della capitale.
Da San Crisogono a Ponte Sisto, da Santa Maria in Trastevere a Santa Cecilia all’Isola Tiberina, fino al Gianicolo (Patrimonio Unesco) è tutto un brulicare di bar, ristoranti tipici, tavernette e pub.
Meta preferita dai molti stranieri in visita nella capitale, negli anni Trastevere ha visto moltiplicarsi le attrezzature turistiche, e così insieme ai locali notturni trovano sempre più spazio confortevoli bed and breakfast, ostelli della gioventù e piccole strutture alberghiere a conduzione familiare.